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Ciao lettori,
Dicembre è finalmente arrivato e oggi ritorna l’appuntamento con la rubrica in collaborazione con Baba. Se vi siete persi il primo post, qui avete la possibilità di leggere di cosa si tratta, e magari prendere qualche spunto di lettura.
Siete curiosi di sapere cosa abbiamo combinato io e Baba?

Cara Baba,
non so da te, ma a Torino è arrivata la “classica” atmosfera natalizia. La città si è riempita di colori, di luci, di decorazioni e di profumi. Questa mattina il cielo era grigio, accompagnato da una leggera nebbiolina, e l’aria era talmente pungente da attraversare anche il tessuto dei guanti. Mi sono vestita a strati, neanche fossi una cipolla, e ho messo il cappotto anche a Bubu per fare una passeggiata ai giardini. Mentre facevo il giro del parco, la mia attenzione si è posata su un bambino che si dondolava sull’altalena nell’area giochi. Dovevi vederlo: era così felice e pieno di entusiasmo, che quella visione mi ha letteralmente catapultato indietro nel tempo. Non so spiegarti il perchè, ma quella scena ha smosso qualcosa dentro di me… forse sarà nostalgia o forse il desiderio di avere la stessa spensieratezza. Così sono arrivata a casa e ho sentito il bisogno di fare un tuffo nel passato. E non l’ho fatto riguardando vecchie foto, ma scegliendo IL libro che rappresenta la “mia” infanzia. So che adesso sarai curiosa e penserai a tutti i titoli che ti passano per la testa… bè, faccio che dirtelo subito, anche perchè a breve uscirà il film. Ora ci sei arrivata, vero? Ovviamente sto parlando del romanzo Il GGG.
Lo sai che Roald Dahl è l’autore della mia infanzia? Ho letto tutti i libri che ha pubblicato con Salani e ognuno di questi ha lasciato un piacevole ricordo impresso nel mio cuore. Basta pensare a Matilde, La fabbrica del cioccolato, Le streghe, Gli sporcelli e potrei andare avanti per ore… Purtroppo causa traslochi e cantina umida, gran parte di questi romanzi sono stati buttati via. Mi viene ancora da piangere al solo pensiero. Detesto gettare i libri, ma erano pieni di muffa, tutti bagnati e irrecuperabili:( Potrai capire la mia felicità quando ho scovato ben due titoli, tra cui IL GGG, al mercatino dell’usato della mia città. Cinquanta centesimi, un prezzo ridicolo per un libro che ha rappresentato un periodo bellissimo del mio passato… e l’ho comprato a occhi chiusi.
Leggere IL GGG è stato come fare un tuffo indietro nel tempo, quando abitavo con mia mamma e mi accompagnava alla piccola libreria dietro casa per comprarmi un libro. Ricordo tutto come se fosse ieri, e ricordo anche il giorno in cui mi ha regalato questo libro. Rileggerlo a distanza di 20 anni è stato buffo, perchè ti rendi conto di come cambiano le emozioni e la “testa” nei confronti della stessa storia. Tutto sommato era come lo ricordavo, anche se mi ero persa per strada alcuni dettagli. Il GGG racconta la storia di un’amicizia nata per circostanze curiose tra una piccola orfanella e un gigante buono. Dovete sapere che Il grande gigante gentile non è come gli altri giganti, lui si ciba di disgustosi cetrionzoli, tracanna sciroppo gassoso e cattura sogni meravigliosi per poi soffiarli nelle camere dei bambini. L’autore ci farà conoscere le dinamiche che ruotano attorno a questi due personaggi e il bisogno di sconfiggere il male che è rappresentato dai giganti cattivi. Non è un libro piccolo, è abbastanza spesso, ricco di dialoghi e di favolose illustrazioni. Racchiude al suo interno un bellissimo messaggio di speranza e di rivoluzione. Insegna che il male si può sconfiggere e che i pregiudizi non aiuteranno mai le persone a migliorarsi e ad aprire gli occhi. Insegna che le etichette possono essere spezzate e che, con le buone intenzioni, si possono fare cose meravigliose.
L’ho divorato con tutto l’entusiasmo e con la bambina che c’è dentro di me. Giravo le pagine con il profumo Soft Blanket che avvolgeva l’intera stanza. Mai scelta fu più azzeccata, anche perchè quell’odore inconfondibile di fresco, di panni stesi ad asciugare, mi ha ricordato la premura con cui mia mamma mi rimboccava le coperte che sapevano sempre di pulito e di buono. Potevo poi leggere senza qualcosa di cioccolatoso con me? Certo che no. Una tazza calda di cioccolata fondente stretta tra le mani e un sorriso stampato sul volto.
Scusami, mi sono lasciata trasportare e ti ho scritto un papiro. Ora non vedo l’ora di leggere la tua lettera e sapere come stai. Clicco qui, vero?

Lucrezia Scali
Written by Lucrezia Scali

    1 commento

  1. Baba 15 dicembre 2016 at 12:34 Rispondi

    Ehi! Lo sai invece che io di questo autore ho letto solo gli Sporcelli e La fabbrica di cioccolato? Proprio l’altro ieri ho visto il GGG in libreria, guarda le combinazioni della vita! Grazie per avermi raccontato il tuo pomeriggio, un bacione a Bubu

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