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La fatidica proposta è finalmente arrivata? L’avete sognata per giorni, mesi o magari anni, avete collezionato foto salvate sul vostro cellulare di idee e abiti da sposa, a ogni matrimonio speravate di essere quella che prendeva il bouquet, e adesso che tocca a voi non sapete come/dove iniziare. Premetto che non sono una wedding planner e non sono esperta in materia, ma sono semplicemente una ragazza che si è trovata a gestire un mondo di cui ignorava l’esistenza. Vi fornirò degli esempi, una guida da seguire per aiutarvi nelle scelte del vostro giorno più importante. Vi consiglierò dove guardare, i siti più utili, come si può risparmiare e cosa non può mancare.

Prima di entrare nei dettagli, vorrei parlarvi di me e della mia idea di matrimonio. Credo sia un passaggio obbligatorio per conoscermi meglio e per capire se posso essere la persona più “indicata” per voi. Diciamo che questa “rubrica”, se così vogliamo chiamarla, sarà suddivisa tra un diario di bordo, dove vi racconterò anche un po’ delle mie scelte, e tra appuntamenti più specifici.
Dovete sapere che ho fantasticato per anni questo momento, e non ho problemi ad ammettere che si era trasformato nell’oggetto di “litigio” di due estati fa. Perchè noi donne siamo proprio brave a ribattere sullo stesso punto, sembra quasi che le cerchiamo di proposito XD Probabilmente il matrimonio non è il sogno di ogni donna, molto spesso sento dire che la convivenza basta e avanza, ma per me non è così. I miei genitori hanno deciso di divorziare quando ero molto piccola e, oltre a questo, ho avuto la “sfortuna” di essere figlia unica. Magari chi è alle prese con una famiglia numerosa invidierà le mie parole, ma resto dell’idea che da soli si soffre sempre un po’ di più. Non mi è mai mancato nulla, sono cresciuta comunque circondata da amore e serenità ma non era sufficiente. Ho sempre sentito un vuoto, un buco legato all’idea di famiglia “stile Mulino Bianco” che non ho avuto. Immaginare di fare colazione tutti insieme, di poter dire vivo con i miei genitori, di vederli insieme. Non voglio dare colpe a nessuno, ripeto che sono comunque cresciuta in un ambiente positivo e sano, ma quel tarlo è rimasto fisso nella mia testa. Io volevo quello che non ricordo, quello che non ho conosciuto.
Molti figli di persone separate/divorziate riflettono questo aspetto anche sui progetti futuri, guardano con sconforto l’idea del matrimonio o magari non ne sono interessati. Per me è stato l’estatto opposto.
Convivo con il mio compagno da quasi sette anni ed è stato un passo che ho voluto affrontare prima del matrimonio, non amo le sorprese e non amo ritrovarmi dopo ad ammettere di aver fallito. Anche se in realtà può succedere in ogni momento. La convivenza ci serve su un piatto d’argento le gioie e i dolori di una relazione, le difficoltà e le cose belle, in un mix che può diventare anche piuttosto forte e amaro. Molti dicono “Ah, ma tanto lo conosco perchè trascorriamo weekend fuori o passiamo l’estate insieme”, certo, sicuramente questo vi porta a conoscervi meglio ma non è il luogo di relax a fare luce su chi siete veramente e sulle difficoltà della vita quotidiana. L’estate, il weekend o la fuga d’amore rappresentano il momento per evadere da quella che, dicevo prima, è la quotidianità. Si stacca la spina, mettete in pausa tutto quello che vi fa soffrire per pensare a qualcosa di piacevole. Si fa tutto quello che normalmente non si fa, vi rilassate, vi godete spensierati la vostra relazione… ed è giusto così. Non voglio spaventare le ragazze che ancora devono affrontare questo passaggio, magari a voi capiterà o magari no, ma la convivenza è la somma dei pregi e dei difetti di una persona. Le responsabilità aumentano, non c’è più mamma e papà a garantire per voi, a prepararvi la cena, a farvi trovare i vestiti lavati e stirati, a pagare le bollette o a prendersi il peggio per offrirvi il meglio. In una convivenza, almeno nella mia esperienza, ci si mette a nudo, non si può essere bravi attori per sempre, arriva il momento, magari dopo aver accumulato troppo stress, che si scoppia e rimbalziamo sull’altro tutta la nostra insoddisfazione. L’altra persona diventa il raccoglitore di tutto ciò che di bello o di brutto ci succede, ci sfoghiamo, ci amiamo, ci scusiamo, ci sopportiamo. Sì, non è sempre rosa e fiori, possono capitare momenti che mettono a dura prova la coppia, ma l’importante è sapere cosa si vuole e, sopratutto, se si vuole superare la difficoltà. Quasi sette anni tra molti alti e qualche bassi, ma proprio bassi, e la voglia di passare allo step successivo. Per me era lui, è lui. Luca è la persona che volevo al mio fianco, ma non sentivo la stessa esigenza da parte sua. Purtroppo avevo come fidanzato un uomo “antimatrimonio”, per lui non era indispensabile sposarsi, si poteva avere una famiglia anche senza fare questo passo. Secondo voi per me era lo stesso? Ovviamente no :D! E così ho iniziato con le frecciatine, a calcare la mano, a stare male perchè io volevo di quel pezzo di puzzle in più. E così due estati fa siamo scoppiati, abbiamo accumulato talmente tanto nervoso, se così vogliamo chiamarlo, che non sapevamo più cosa era giusto, se “soffocare”, o meno, i bisogni dell’altra persona. Obbligare lui ad accontentare me o obbligarmi ad accontentarmi. Perchè ricordatevi bene, in amore non bisogna cambiarsi ma migliorarsi. E probabilmente entrambi avevamo bisogno di migliorarci per l’altra persona. Mi sto mettendo a nudo con voi, soprattutto perchè dopo aver frequentato il corso prematrimoniale, ci siamo confrontati con altre coppie che hanno vissuto la stessa cosa e chi, invece, faceva il passo perchè “è così che si fa nella propria famiglia”. Sono stati giorni difficili, ma che sono serviti a chiarirci e a capire che il bisogno di stare insieme era più forte del resto. Abbiamo messo in pausa il discorso, ci siamo ritrovati, ci siamo rafforzati e amati ancora di più. E io credo fermamente che di amore ci si nutre se c’è ancora amore. La coppia perfetta non esiste perchè siamo umani, non siamo nati con lo stampino e tutti gli ostacoli sono delle prove. Anche se è brutto da dire e magari in molte non lo condivideranno, nessuno è costretto a stare insieme a una persona. Non possiamo nasconderci dietro l’abitudine, dietro l’indifferenza, dietro ai nostri comodi e condurre una vita infelice. La coppia è felice se lo sono le persone che la formano. Perchè un matrimonio non è uno scherzo, non è un gioco, e deve essere desiderato da entrambe le parti. Se non nello stesso modo, ma quasi. Siamo nel 2018, non ci sposiamo per paura di restare soli, perchè lo vuole la famiglia… siete voi gli sposi! E quando avevo abbandonato l’idea di sposarmi, ecco che è arrivata la proposta inaspettata. Proprio in un ristorante romantico (il signorino si era ricordato che mi piaceva) e la sera del mio compleanno. L’ho maledetto i giorni a seguire perchè era mesi che aspettava di chiedermelo, proprio in attesa del mio compleanno. Credo che resterà una delle sere più magiche della mia vita, soprattutto perchè non me l’aspettavo proprio. Tutto è stato magnifico, perchè so che è stata una scelta dettata dal cuore. Perchè lui se fa una cosa, la fa solo quando è convinto al 100% e ha maturato la sua scelta da solo. Probabilmente l’attesa non fa parte di noi donne, almeno personalmente parlando, ma sono felice per ogni singola “litigata” che abbiamo passato perchè ci ha fatto arrivare qui. Niente famiglia del Mulino Bianco, noi non siamo e non saremo quello, ma sicuramente saremo qualcosa che assomiglia di più alla felicità.

… e se non vi ho annoiato troppo, vi aspetto al prossimo appuntamento con la prima mini guida…

Lucrezia Scali
Written by Lucrezia Scali

    1 commento

  1. Angie 23 febbraio 2018 at 10:22 Rispondi

    mi hai fatto commuovere, (sappilo!) con questo bellissimo post… cosa dirti? solo Amatevi e Parlate.. sempre…
    un abbraccio
    :*

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